BANDO DURANTE E DOPO DI NOI – “HABITAT”

 

          BANDO 2015.3 DURANTE E DOPO DI NOI

   

 

     “HABITAT”: progettazioni di vita indipendente

La Chiocciola si muove lentamente, restando sempre aderente alla Terra. Per questo motivo essa rappresenta il procedere con gradualità ma con sicurezza verso un obbiettivo.  “Habitat” rappresenta il punto di arrivo e, capiremo poi anche di partenza, verso una graduale realizzazione di vita indipendente per persone disabili che oggi abitano ancora in famiglia o che vivono in comunità.

Superando la concezione dell’handicap come sinonimo di deficit e volendo assegnare al termine un significato più dinamico contestualizzato ed in stretta relazione con il sistema sociale di riferimento, esso diviene il risultato della relazione tra disabilità e organizzazione sociale: tanto più sono gli ostacoli che vengono frapposti tra la persona disabile ed un’attività da svolgere, tanto maggiore è la condizione di handicap che viene generata. Nella fattispecie ciò che andiamo ad evidenziare sono da un lato le richieste legittime di autonomia che arrivano dalle persone disabili, dall’altro le scarse opportunità che la rete dei servizi pubblici, il privato sociale e le istituzioni in generale riescono a mettere in campo. Il progetto si rivolge soprattutto alle famiglie di persone disabili che spesso si trovano in difficoltà nel rispondere ad un bisogno di medio- lungo periodo di indipendenza abitativa che,   a nostro avviso,  deve passare attraverso la messa in rete di tutte le risorse attivabili dagli enti che operano sul territorio. Pensiamo che manchino progetti “ponte” che servano da laboratori sperimentali di vita quotidiana e che preparino la persona disabile ad un futuro sostenibile anche quando i genitori non potranno più occuparsi di loro.

Il progetto intende in primo  luogo  coinvolgere i familiari con l’obiettivo di costituire un gruppo di auto mutuo aiuto che promuova, in collaborazione con la Cooperativa Gioele e la rete formale e informale del territorio della Città di Lissone e comuni limitrofi, delle iniziative sperimentali finalizzate a far acquisire alle persone disabili che parteciperanno al  progetto il maggior grado di autonomia abitativa possibile sostenendo anche le famiglie con interventi formativi/informativi sui temi del durante noi e dopo di noi e con un servizio di consulenza psicologica. 

Verranno create in itinere le condizioni per avviare un appartamento che funga da  soluzione abitativa temporanea per interventi di varia natura quali: fornire supporto alle famiglie in caso di assenze temporanee, attivare percorsi socializzanti che vedano co-agire  persone con disabilità assieme a volontari e/o studenti in un’ottica di integrazione in cui nessuno è “maestro” ma tutti collaborano ciascuno secondo le proprie possibilità, promuovere azioni volte al consolidamento o potenziamento di autonomie personali.

La prima fase del progetto prevede una serie di incontri tenuti da una psicologa senior e dal direttore della Cooperativa Gioele con i famigliari di persone disabili residenti a Lissone e paesi limitrofi disponibili ad incontrarsi con l’obiettivo di costituire un gruppo di Auto Muto Aiuto tra famigliari  che si incontrerà con cadenza mensile. La Cooperativa Gioele, in collaborazione con i servizi sociali del Comune di Lissone,  si impegnerà ad attivare un percorso di formazione/informazione rivolto alle famiglie che vorranno approfondire alcuni dei temi del durante noi e dopo di noi.

Nell’ambito delle iniziative finalizzate a promuovere l’auto mutuo aiuto tra familiari verranno valutate tutte le risorse che le famiglie sono disponibili a mettere a disposizione della Cooperativa per sostenere la  sperimentazione progettuale. I laboratori di vita adulta indipendente potranno infatti essere organizzati durante il fine settimana presso gli spazi di proprietà della Cooperativa o presso abitazioni e/o luoghi messi a disposizione delle famiglie.

Data inizio (successiva al 30 giugno 2015)             Data termine (entro 31/12/2018)

01/10/2015 31/10/2018

Indicare il piano di avanzamento

Mese/Anno Attività
Ottobre 2015 – marzo 2016 –       Incontri di formazione ai fini della costituzione del gruppo di mutuo aiuto

–       Raccordo istituzionale con il Comune di Lissone per l’individuazione dell’appartamento da adibire a “casa laboratorio” di Habitat

–       Studio e programmazione delle attività da implementare a vantaggio delle persone che parteciperanno ad Habitat

–       Organizzazione 2 eventi

Aprile 2016- ottobre 2016 –       Individuazione delle persone disabili che parteciperanno alle attività della casa

–       Incontri con famigliari e volontari ai fini del reperimento di risorse aggiuntive e apporti materiali da parte di questi ultimi

–       Definizione concorso spese delle rette da parte del Comune di Lissone e compartecipazione da parte delle famiglie interessate all’inserimento in Habitat

–       Partenza con i primi week end di sollievo/esperienziali e attività infrasettimanali

–       Organizzazione di 4 eventi

Novembre 2016-ottobre 2017 –       Messa a regime di Habitat con l’intervento dei volontari a supporto delle attività educative ed assistenziali messe in campo

–       Coinvolgimento del gruppo di mutuo aiuto ai fini della prosecuzione del progetto anche dopo la scadenza triennale

–       Formazione ai volontari

–       Sensibilizzazione del comune sulla prosecuzione del progetto con intervento di risorse pubbliche anche dopo la sua scadenza naturale

–       Organizzazione 4 eventi

Novembre 2017-ottobre 2018 –       Organizzazione di un gruppo stabile di operatori della Gioele e volontari ai fini della stabilizzazione di Habitat

–       Individuazione di stakeholder a supporto delle attività presenti ma soprattutto future

–       Stabilizzazione del rapporto Comune/Habitat/famiglie attraverso un documento/convenzione che offra garanzie di continuità progettuale

–       Elaborazione di strumenti formali di verifica e valutazione dell’impatto del progetto sul territorio e dell’indice di gradimento  in termini di efficacia ed efficienza.

 

La Gioele, nella sua attività ventennale, partendo dalla costituzione del Centro socio educativo, ha posto le basi per avviare un dialogo con i familiari e con i servizi sociali dei comuni che l’hanno portata nel 2000 alla creazione di una Comunità residenziale che attualmente ospita 5 persone con disabilità psicofisica media. L’utenza che ospitiamo ha ancora in vita alcuni parenti con i quali il dialogo e la collaborazione è sempre viva. Gli interventi effettuati trovano la loro motivazione principale nel far sentire gli ospiti della comunità inseriti in un contesto familiare e nello stesso tempo comunitario dove necessariamente esistono alcune regole di comportamento funzionali alla gestione della casa. La presenza di personale educativo ed assistenziale ha favorito processi di comunicazione e dialettici che hanno portato ad una progressiva autonomia di pensiero e di azione degli  abitanti della comunità tanto da prevedere per uno di loro l’accompagnamento verso un tipo di residenzialità più “leggero” che possa soddisfare a pieno il suo desiderio di autonomia.

Temi diffusi tra le famiglie in difficoltà sono il “dopo di noi” e i distacchi familiari. I Servizi che lavorano nel disagio, con la psichiatria e disabilità segnalano un forte bisogno di “residenzialità leggera” come concreto ed efficace strumento educativo per fornire utili input e possibilità di crescita in termini di autonomia e bagaglio esperienziale. Habitat risponde a queste esigenze con una struttura che fa dell’accoglienza, della flessibilità, della partecipazione di volontari ed educatori i suoi punti di forza principali raccogliendo dalle famiglie la necessità di una esperienza intermedia di vita comunitaria che sia propedeutica ad una successiva ed eventuale forma di residenzialità con livelli di autonomia maggiori.

Habitat interpreta la convinzione che la svolta nella politica dell’handicap può venire solo dalla formazione, dell’educazione, dall’informazione dell’opinione pubblica, da una strategia corretta e mirata che non può cadere dall’alto, improvvisamente, ma deve venire per gradi, con un processo di maturazione dal basso. La condivisione del progetto con le famiglie attraverso incontri pubblici, il coinvolgimento delle amministrazioni e la partecipazione di volontari assieme ad operatori sociali rappresentano da un lato la “ricchezza” progettuale, dall’altro introduce un sistema alternativo ai classici “istituti” ponendo gli attori in continuo dialogo con la società civile in un processo di progressiva emancipazione e consapevolezza dei propri diritti e doveri.

Habitat rappresenterà una risorsa aggiuntiva ai servizi esistenti. I suoi fruitori potranno provenire anche da altre strutture presenti sul territorio attraverso le richieste di ogni singola famiglia che sia venuta a conoscenza del progetto. Verranno intraprese iniziative che vedranno coinvolti i volontari assieme al personale educativo delle strutture che vi aderiranno in un’ottica di reciproco aiuto e condivisione degli oneri ad esse legati.

  • Il servizio erogato prevede un contributo da parte del fruitore?
  • Si
  • No

X   A tariffe/quote agevolate. Indicare in quale misura

Le quote dipenderanno dalla situazione reddituale della famiglia come previsto dal regolamento d’Ambito e da una quota versata dal Comune sino al raggiungimento di quanto previsto per la sostenibilità del servizio.

Il progetto verrà diffuso attraverso 3 principali canali di comunicazione: Newsletter del Comune di Lissone, Incontri pubblici a cui, tra gli altri, parteciperanno le famiglie in un’ottica di condivisione del progetto e per la costituzione del gruppo di mutuo aiuto, attraverso i mezzi di informazione di enti del privato sociale e associazioni del territorio

Non è prevista una vera e propria campagna di fundraising. L’attività di “raccolta fondi” sarà connaturata all’apporto che i famigliari si sentiranno di dare in occasione degli incontri di sensibilizzazione che andranno a costituire il gruppo di mutuo aiuto.

L’ossatura di Habitat parte dall’idea che il volontariato sia elemento di forza insostituibile nelle attività che si organizzeranno nel tempo. La coesistenza di persone “forti” e persone “deboli”, l’apporto di risorse professionali assieme a chi spontaneamente decide di donare il proprio tempo a vantaggio di altri è centrale e strategico per la riuscita del progetto e la sua continuità nel tempo. Il coinvolgimento dei volontari pertanto non potrà essere limitato a quelli che normalmente agiscono per la Gioele ma saranno accolte anche richieste che spontaneamente arriveranno dall’esterno. Gli incontri pubblici  saranno momenti di dialogo e di accoglienza di nuove adesioni.

Il finanziamento della Fondazione è finalizzato all’implementazione del progetto che dovrà supportare il costo del personale, i costi iniziali per la sistemazione dell’appartamento, i costi per le risorse esterne reperite per la formazione e le attività di counseling. Prevediamo che a regime il progetto possa essere sostenuto attraverso fondi comunali integrati dai contributi delle famiglie e da stakeholder esterni che si acquisiranno attraverso azioni di sensibilizzazione previste in itinere all’interno del progetto. Pensiamo in particolare a strutture sanitarie del territorio che in altre occasioni si sono spontaneamente presentate per una donazione a supporto delle nostre attività.

Habitat si sviluppa su 3 linee principali : 1)  incontri di formazione ed informazione riservati ai famigliari;2) la messa in opera dell’appartamento sede del  progetto; 3) il rapporto di collaborazione con le amministrazioni comunali. Il coordinatore del progetto avrà il compito di monitorare lo stato dell’arte del progetto utilizzando sia il sistema delle relazioni scritte che dei questionari studiati ad hoc per ogni linea di sviluppo.

Rispetto al punto 1) gli indicatori che si andranno a valutare sono:

  • numero dei partecipanti agli incontri di formazione
  • numero dei volontari che aderiranno alle azioni progettuali
  • composizione e numero del gruppo di mutuo aiuto
  • messa a disposizione di beni strumentali e/o immobiliari

Rispetto al punto 2) gli indicatori che si andranno a valutare sono:

  • reperimento di un immobile adeguato alle esigenze progettuali in termini di assenza di barriere architettoniche, di presenza di spazi adeguati, di vicinanza ai servizi principali
  • completezza dell’arredamento
  • numero di giornate di effettivo utilizzo
  • numero di fruitori dell’appartamento

 

Rispetto al punto 3) gli indicatori che si andranno a valutare sono:

  • grado di compartecipazione alle rette da parte del comune
  • possibilità di ottenere un immobile con affitto agevolato o in comodato d’uso
  • grado di coinvolgimento da parte dei servizi sociali misurato attraverso il numero di segnalazioni di possibili fruitori